Costruzioni edili CEM a Montemarciano
 
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Stronati: "Prima la salute dei cittadini"

Nuove centrali API – Secco non dello SDI

 

Continua a far discutere il progetto di una nuova centrale di produzione di energia elettrica presso lo stabilimento API di Falconara e delle relative opere complementari, tra cui una linea aerea ad alta tensione di trasporto della corrente. IL piano porterebbe alla realizzazione di due nuove unità produttive per un totale di 580 MW di potenza, su cui la giunta montemarcianese aveva già espresso in luglio parere negativo, per motivazioni di tutela ambientale e di contenimento dell’inquinamento. Un no condiviso anche dagli altri comuni limitrofi che si trovano in quella che è stata già definita un’area ad alto rischio ambientale.

Ora, dopo la recente discussione in consiglio comunale e dopo quella che da alcuni è stata giudicata un’apertura della Regione Marche nei confronti del progetto, a prendere la parola è lo SDI di Montemarciano, che, in una nota a firma del suo segretario Sauro Stronati, prende ancora una volta le distanze dal progetto della raffineria.

“Prima la alute ed i diritti dei cittadini”, annuncia il partito, che si dichiara preoccupato per il fatto che il nuovo carico inquinante da fonti fossili che ne deriverebbe andrebbe ad incidere su quella che è già un’area ad elevato rischio di crisi ambientale, di cui Montemarciano fa parte, e per cui la Regione ha dato vita ad un piano di recupero. Appare quindi in netta contraddizione – secondo gli esponenti dello SDI – la possibilità di realizzare altre due centrali nella stessa zona. Lo SDI si schiera quindi a sostegno del PEAR, che punta su “rispetto energetico, fonti rinnovabili (biomasse, solare ed eolico) e centrali di piccola taglia nei distretti industriali. Ad un anno e mezzo dall’approvazione, esso ha dato ottimi risultati: la potenza elettrica da fonte rinnovabile potrà incrementarsi in pochi anni di circa 200 MW, pari al 25-30% della produzione elettrica totale prevista dal Piano fino al 2015.”.

Per questo il partito dello SDI aderisce completamente al documento predisposto dal Coordinamento che raccoglie associazioni e comitati locali “che denuncia il pericolo che la Giunta Regionale cambi il Piano Energetico Regionale per dare spazio ad un progetto che va contro il piano stesso e che, con il monopolio API nella produzione di energia, può diventare un modo per esercitare un forte potere di condizionamento e pressione nei confronti di enti pubblici, imprese e cittadini”.

 
 
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