Costruzioni edili CEM a Montemarciano
 
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Dopo 90 anni parte il progetto per ripescare il pontone militare affondato durante la Grande guerra. Sarà recuperato il relitto del Cappellini.

 

Sarà ripescato dopo quasi 90 anni il relitto del portone Armato Cappellini, affondato il 16 novembre del 1917 nelle acque davanti a Montemarciano. Una delle piattaforme marine più moderne e la più alta tecnologia, saranno messe in campo a partire da oggi (25 giugno 2007) per riportare alla luce il mezzo militare impiegato durante la Grande guerra. La Marina Militare ha dato mandato alla società Micoperi, azienda leader mondiale nel settore marino, di esplorare la fattibilità di un recupero. In concorso con il Ministero dei Beni ed Attività Culturali, con gli analisti dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche, con l’Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare e con l’assistenza dei mezzi navali della Marina, i tecnici della Micoperi effettueranno quei sopralluoghi conoscitivi del sito e delle condizioni del relitto, necessari a sciogliere gli ultimi dubbi sulla fattibilità dell’opera nonché a raccogliere dati utili all’elaborazione del progetto. “Con il recupero del pontone Cappellini, la Marina vuole riportare alla luce un mezzo di grande valore storico. Particolare valenza riveste inoltre il carico del Pontone Cappellini, costituito da una torre binata da 381/40, unica di quel tipo ad oggi esistente, che rappresenta l’armamento principale delle corazzate di inizio secolo”. IL Pontone Cappellini era un pontone semovente armato impiegato durante la Prima Guerra Mondiale sul fronte dell’Isonzo a supporto e difesa delle truppe italiane. Era stato realizzato nel Cantiere Orlando di Livorno nel 1916 modificando un ex pontone gru (GA 53), su cui fu installata una torre binata da 381/40, inizialmente destinata ad armare la corazzata Francesco Morosini della classe Caracciolo, ed alcuni pezzi da 76/40. Dopo la ritirata di Caporetto tutto quanto era movimentabile nella sede di Venezia, ormai sorto la minaccia dalle truppe Astroungariche, era diretto ad Ancona. Ma durante il trasferimento, il 16 novembre del 1917, il Cappellini fu sorpreso da un fortunale di forte intensità prima di arrivare nel porto dorico. A causa della rottura dei blocchi, provocata dal moto ondoso, la torre ruotò da un lato causando un notevole disassetto del mezzo che portò al suo capovolgimento ed affondamento, inabissando con sé il comandante Pesce e 64 dei 68 membri dell’equipaggio. Da allora il Cappellini giace, rovesciato, su un basso fondale di 13-15 metri nel tratto di mare di fronte a Montemarciano, non distante da Falconara. Nell’estate del 1980 un gruppo di subacquei diretti dallo specialista in recuperi Scandurra aveva ritrovato il relitto dopo 63 anni di oblio, suscitando l’interesse di diversi enti a cui hanno fatto seguito diverse ispezioni. L’affondamento del Cappellini è ricordato come una pagina eroica della storia marchigiana per un episodio collaterale. Accanto al Cappellini, stava incrociando verso sud un altro pontone della nostra marina militare, il “Faà di Bruno”, trainato da un secondo rimorchiatore. IL fortunale lo fece arenare davanti alla spiaggia di Marotta e a questo secondo pontone è legato l’atto di coraggio delle ragazze del posto, che remando su una barchetta aiurano i 104 marinai stipati sul “Faà di Bruno” a portarsi in salvo. IL 24 agosto 1919, nella pubblica piazza di Porto Marotta, davanti ad un reparto di marinai che presentava le armi, le coraggiose adolescenti vennero decorate con medaglia di bronzo al valore militare di Marina.

 
 
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