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Soccorsi ad ostacoli al parco di Casebruciate

Qualche domenica fa si sono sentiti male un uomo e suo figlio. Si è perso troppo tempo.

 

Nei giorni di festa le sbarre sono chiuse, le ambulanze non possono passare.

 

La rabbia di chi frequenta l’area con il verde ed i giochi. Inviata una segnalazione al sindaco. Verso la raccolta delle firme.

 

“In estate e, in inverno, tutte le domeniche. Le sbarre del parco di Casebruciate sono chiuse: se un bambino cade, un anziano si sente mancare, l’ambulanza non può entrare. E chi sta male ?. Deve morire ?” La signora Domenica De Vincentis pone il problema senza giri di parole, e non solo perché ad avere un incidente, nel parco di Marina, è stato, poco tempo fa, suo figlio di sei anni, ma anche perché, ammonisce, può davvero capitare a chiunque, date le tante persone che frequentano il luogo. IL parco, infatti, si trova nei pressi del campus scolastico, ed è per questo che, nelle settimane invernali, le sbarre che delimitano l’accesso sono aperte, mentre la domenica con le aule chiuse, anche i cancelli vengono serrati. Una domenica di ottobre, racconta la signora, che è stata testimone diretta degli episodi, si sono sentiti male, in successione, un uomo e poi il so bambino di sei anni. IL primo è stato soccorso dal marito di Domenica De Vincentis, entrambi sono infermieri, e da un dottore che, fortunosamente, si trovava nel parco: l’equipe improvvisamente ha subito capito che si trattava di una sincope cardiaca, ed ha soccorso adeguatamente il malato. IL quale, poi, è stato riaccompagnato a casa dal signor De Vincentis. Nel frattempo, il figlio è rimasto al parco con la mamma ed altri amichetti e genitori, fino a quando, cadendo da un gioco ad anelli, ha perso conoscenza. “Ha battuto la spina dorsale”, racconta la madre, “è diventato cianotico, è svenuto”. Si può immaginare il panico: immediata la chiamata al 118 e l’arrivo dell’ambulanza dell’Avis di Montemarciano. Che però si è trovata la via preclusa dalle sbarre in ferro con tanto di lucchetto.

“Non per colpa loro, i soccorritori hanno così perso un sacco di tempo”, racconta la De Vincentis. “Prima hanno cercato di entrare da sopra, dall’ingresso del campus, senza riuscire a forzare i lucchetti, poi da sotto, nel vialetto che fiancheggia il torrente Rubiano, anch’esso sbarrato”. Solo una manovra azzardata passando sul prato e poi il provvidenziale aiuto del presidente del comitato che organizza ogni anno nel parco la Festa dei fioli, il quale ha aperto finalmente la sbarra, hanno permesso l’ingresso dei soccorritori e poi una rapida partenza verso il Salesi. IL bambino ha riportato un trauma vertebrale, ma per fortuna nessuna conseguenza più grave. Ma la signora ha comunque deciso di segnalare l’episodio al sindaco, alla polizia municipale, all’assessore ai lavori pubblici, senza ricevere finora alcuna risposta. “I Carabinieri mi hanno detto che forse sarebbe utile una raccolta di firme, ma si può raccogliere firme per tutto, per ottenere risultati ?”.

 

Articolo tratta dal Corriere Adriatico del 3 dicembre 2006

 
 
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