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Montemarciano, lettera aperta dal circolo al primo cittadino per fornire suggerimenti
I DS al sindaco: “Possiamo fare di più”
Sicurezza, urbanistica e politiche giovanili. E si parla della polemica-ACLI
Una lettera aperta al sindaco Cingolati, che, “con mero spirito collaborativi” e senza alcuna intenzione critica, possa evidenziare “alcune problematiche che necessiterebbero di una più profonda analisi ed attenzione”. L’iniziativa è proprio del direttivo del circolo DS di Montemarciano, partito di appartenenza del primo cittadino, che a lui personalmente si rivolge (“nel ringraziarti per la dedizione e completezza con la quale stai portando avanti l’attività amministrativa”) per dirigere l’attenzione su “alcuni inconvenienti che possono indurre l’opinione pubblica a valutazioni non propriamente positive dell’operato della Giunta”.
Si tratta di un intervento in quattro punti, che si propone di lavorare anche in prospettiva futura oltre il termine dell’attuale mandato amministrativo. Primo argomento, la sicurezza, dopo la serie di rapine dell’ultimo periodo: “i furti, la prostituzione, gli atti di vandalismo o, comunque, di danneggiamento di beni pubblici sono praticamente all’ordine del giorno”, e pur ricordando quanto già messo in atto nei confronti di Prefettura e Comitato provinciale per l’ordine pubblico, si auspica “una più incisiva presenza nel territorio delle Forze dell’Ordine ed un maggior collegamento operativo tra le stesse”. Si parla poi anche di urbanistica, nei termini di realizzazione dei piani che attengono le aree di completamento, con particolare riguardo a quelle di Marina di Montemarciano, e manutenzione: rimediare alle carenze e prestare maggior cura all’arredo urbano ed agli aspetti igienico sanitari. Punto dolente anche “le problematiche sociali legate al mondo giovanile”: torna infatti in ballo la chiusura del circolo ACLI di Marina (pur non entrando nel merito della decisione, si dice che essa avrebbe determinato “una ulteriore situazione di disagio per i giovani della località, che avevano in quella struttura il loro punto di incontro e di riferimento”) e la carenza di centri di incontro: l’associazione è una risposta, ma “occorre dare alternative altrettanto valide per quei giovani che non vi aderiscono e per quelli che, pur essendovi partecipi, non sanno poi come trascorrere le ore al di fuori degli impegni associativi”. A questo proposito si propone, sul lungo periodo, il recupero completo della struttura del Mandracchio. IL direttivo, in conclusione, vuole di nuovo chiarire come non si tratti di un attacco personale al sindaco né alla sua amministrazione, ma piuttosto di un appello al suo “senso di responsabilità ed alle prerogative che la legge ti consente per tutte quelle iniziative ed aggiustamenti che possano portare al superamento o, comunque, al miglioramento della situazione”.
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