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Non accenna a placarsi la polemica per la localizzazione dell’impianto di compostaggio per lo smaltimento dei rifiuti in via Galoppo del Comune di Chiaravalle.
A contrastare una simile scelta è sceso in campo con forza e vigore il Comitato di Cittadini “Giù le mani dal Galoppo”dei Comuni di Montemarciano, Chiaravalle, Monte San Vito e Morro d’Alba.
I Socialisti Democratici di Montemarciano esprimono soddisfazione e solidarietà al Comitato, consapevoli dell’utilità ed opportunità del sostegno di cittadini all’azione politico-amministrativa portata fin qui avanti dalle Amministrazioni Comunali e forze politiche di Montemarciano, Monte San Vito e Morro d’Alba. D'altronde le posizioni sostenute dallo SDI nel corso di questi mesi sulla vicenda collimano a pieno con quelle del Comitato e questa sinergia ritornerà utile per una radicale e maggiore sensibilizzazione delle coscienze, soprattutto di quelle sino ad oggi sorde ed indifferenti al problema o quanto meno radicate su posizioni non scaturite da valutazioni oggettive e serene, ma da indicazioni opportunistiche e/o di partito. I Socialisti Democratici di Montemarciano, quindi, vedono con piacere la costituzione del Comitato, non come antagonista, ma anzi come efficace supporto alle decisioni da prendere nelle sedi istituzionali preposte in merito alla questione, come la Provincia di Ancona, i Comuni interessati ed il Consorzio “Conero Ambiente”.
Lo SDI di Montemarciano ribadisce per l’ennesima volta la contrarietà all’insediamento dell’impianto di compostaggio rifiuti al Galoppo di Chiaravalle e così anche per i territori dei Comuni che costituiscono il progetto “Agricom Triponzio-Esino” (Chiaravalle, Montemarciano, Monte San Vito, Monsano, Morro d’Alba, San Marcello e Belvedere Ostrense), pur consapevoli della necessità di un sito per la localizzazione dell’impianto stesso. Le motivazioni nel sostenere questa posizione dura sono molteplici e fondate, che hanno avuto seguito a semplici considerazioni, innanzitutto:
un’attività produttiva come quella dell’impianto in questione non deve essere insediata in un territorio agricolo, ma in aree produttive industriali, con servizi idonei a ricevere tale impianto, con la presenza dir una viabilità efficiente e consona, oltre che avere sicuramente un impatto meno violento e devastante; un insediamento che sia baricentrico al servizio che deve svolgere per i sedici Comuni e non periferico come quello indicato, ciò per economicità soprattutto di trasporto; il territorio interessato non può sostenere una struttura di circa 40.000 mq. di coperto su sei ettari di terreno complessivo da utilizzare, garantendo la raccolta e lo smaltimenti rifiuti per un bacino di utenza di 250.000 abitanti di 16 Comuni, prevalentemente situati a sud di Ancona: Ancona, Camerano, Numana, Stirolo, Offagna, Osimo, Castelfidardo, Loreto e Filottrano, oltre che Polverigi, Agugliano, Camerata Picena, Falconara, Chiaravalle, Montemarciano e Monte San Vito. il rischio di dover insediare una discarica di rifiuti a cielo aperto, del così secco, del rifiuto non riciclabile, nei territori di Montemarciano e Monte San Vito, necessaria a supporto dell’impianto stesso; le aree indicate sono di notevole rilevanza dal punto vista paesaggistico e ambientale, ove è presente una parte della valle del torrente Triponzio che attraversa ben sette Comuni, oltre a Montemarciano (Ostra, Belvedere Ostrense, Morro d’Alba, Senigallia, Monte San Vito e Chiaravalle) prima di confluire nel fiume Esino quale uno dei suoi principali affluenti; produrrà danni nel tempo e influirà negativamente per decenni sulla qualità della vita e della salute degli abitanti dei Comuni di Montemarciano, Monte San Vito e Chiaravalle; il territorio coinvolto ha valore paesaggistico e naturalistico, in cui è in atto da più di un decennio il Piano “Agricom Triponzio-Esino”, un associazione di sette Comuni, di cui anche Chiaravalle dal 2003 ne fa parte, rivolto alla valorizzazione di questo territorio con tutto quanto lo circonda, dai prodotti tipici della terra, al turismo, alle attività economiche, al recupero delle case rurali esistenti; non si può aggravare ulteriormente una situazione pesante e negativa già esistente su questi territori ricadenti in un’area ad elevato rischio ambientale causata dalla presenza nelle vicinanza dalla raffineria API di Falconara, dalla centrale turbogas di Camerata Picena, dall’aereoporto di Falconara, dalla SADAM di Monsano, dall’autostrada e superstrada, dall’interporto di Jesi; di non poco conto è la presenza, nelle immediate vicinanze del sito individuato, dell’abitato di Cassiano-Grugnaletto, nella quale il PRG di Montemarciano prevedono zone di espansione residenziale, dei nuclei abitati di “S. Veneranda” e di “Gualdo”; negli ultimi anni molti sono stati gli investimenti di privati sia nel settore agricolo, rivolto alla valorizzazione di prodotti tipici locali, che nel recupero delle case coloniche. I Socialisti Democratici sono convinti che il territorio vada gestito nella prospettiva di lungo periodo, valutando le potenzialità del territorio stesso riferito all’ambiente naturale, affrontando le problematiche con ponderatezza e serietà e non per ragioni di opportunità o di particolari interessi economici.
Non è pensabile che questa decisione così frettolosa e poco razionale sia stata presa per mere esigenze di bilancio del Comune di Chiaravalle.
Non è pensabile, d'altronde, deturpare una delle zone più interessanti dal punto vista paesistico di tutto il bacino, caratterizzata dalla presenza di essenze arboree tipiche (querce, gelsi, ulivi, tamerici, ecc..) e da colture di vario tipo (sia ad uso seminativo che alla coltura dell’ulivo e della vite ed alberi da frutto), il vallone del Triponzio è anche in posizione panoramica e può essere considerato una sintesi emblematica del bel paesaggio marchigiano che dalla collina costiera si apre verso la catena montuosa tanto che ben visibili appaiono all’orizzonte il Monte San Vicino ed il Massiccio del Catria, oltre che la catena dei Sibillini.
Non è pensabile che una politica prodotta da ormai più di 15 anni fra i Comuni facenti parte dell’Agricom Triponzio-Esino, con investimenti pubblici e privati, con l’intervento anche diretto della Regione Marche attraverso atti formali e sostanziosi finanziamenti, possa essere messa da parte compromettendo tutto il lavoro sino ad oggi svolto, sicuramente meritevole di attenzione sotto il profilo turistico, ambientale e paesistico.
E’ bene che ha seguito di queste riflessioni la Provincia di Ancona valuti con serenità e serietà la questione divenuta pesante e critica, facendo chiarezza su atteggiamenti poco chiari ed opportunistici assunti su questa vicenda da alcuni, in particolare dal Comune di Chiaravalle e dal “Conero Ambiente”.
Lo Sdi si augura che, a seguito delle valutazioni fatte, con il coinvolgimento di tutte le realtà presenti sul territorio e, quindi, anche del Comitato di cittadini “Giù le mani dal Galoppo”, si possa ridiscutere del problema con ponderatezza e ragionevolezza, rivalutando la questione alla ricerca di prospettive diverse, più consone e razionali, come quella di eventuale insediamento dell’impianto all’interno di un’area produttiva di tipo industriale-artigianale.
IL SEGRETARIO Sauro Stronati
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