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Unione dei comuni: volontà o necessità ?
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Non sappiamo ad oggi, 1° febbraio 2006, giorno in cui consegniamo l’articolo per la pubblicazione, quanti nostri concittadini siano a conoscenza che il nostro Consiglio Comunale, con una seduta straordinaria tenutasi lo scorso 22 dicembre ha approvato, a maggioranza, l’atto costitutivo e lo Statuto dell’Unione dei Comuni di Montemarciano e Monte S. Vito. Un organismo istituzionale autonomo, un nuovo Ente Locale, al quale saranno affidati funzioni e servizi mediante liberi trasferimenti di competenze dai Comuni, per tentare di migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi erogati ottimizzando le risorse economiche-finanziare, umane e strumentali. Fin qui nulla da eccepire, poiché è lo stesso Governo Nazionale, ad incentivare e premiare con finanziamenti queste iniziative le cui finalità sopra esposte sono decisamente condivisibili. Nella discussione aperta dagli esponenti di Alleanza Nazionale, Giorgio Sassi (Monte San Vito) e Maurizio Grilli (Montemarciano) si é posta l’attenzione su alcuni aspetti che hanno animato le sedute consiliari. In primo luogo si é rilevato che per l’ennesima volta, su aspetti fondamentali della vita cittadina, si é giunti ad un voto senza un minimo d’approfondimento; una singola riunione presso ciascun Comune, convocata d’urgenza, che ha ostacolato la completa partecipazione di tutte le minoranze. Un incontro in cui è stato impossibile discutere le eventuali modifiche da apportare, oltre che ottenere accurati approfondimenti sulla tematica. Ad esempio non era stato definito il compito del personale attualmente in servizio nei rispettivi Comuni, che potrà essere impiegato anche part-time, ma senza approfondire la problematica compensi, orari, ecc. È prevista, inoltre, la figura del Segretario Comunale scelto a turno tra i due attualmente nominati nei rispettivi comuni a cui sarà riconosciuta la nomina di Direttore Generale il cui compito e compenso non sono stati chiariti e specificati. Il nuovo Consiglio dell’Unione, in cui Alleanza Nazionale sarà presente con entrambi i succitati Consiglieri, determinerà l’indirizzo politico-amministrativo di questo nuovo Ente Locale sovracomunale al quale i nostri due Comuni potranno trasferire l’esercizio di ogni funzione amministrativa nonché la gestione dei servizi pubblici locali. È questa la questione centrale, sulla quale poggiano tutte le nostre critiche perché riteniamo estremamente superficiale l’atteggiamento e l’operato dell’Amministrazione Cingolani adottato anche in questa circostanza, in cui sono state prese decisioni di fondamentale importanza che avrebbero il fine ultimo di garantire risposte utili ed adeguate alle attuali esigenze della cittadinanza garantendo al tempo stesso economie di scala. In quest’ottica, evidenziamo che esistono da tempo provvedimenti a livello nazionale (T.U.E.L. 267/2000, decreto Min. Interno 318/2000 e Regolamento per gli incentivi alle Unioni dei Comuni del 18.7.2002), a quali ha fatto seguito la Legge Regionale n°2 del 4.2.2003 per il Riordino Territoriale che non giustificano l’affannosa procedura fin qui adottata, ma le nostre accuse d’impavido decisionismo al Sindaco e Giunta. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto ed ottenuto l’istituzione di un organismo intercomunale ( ora tavolo di lavoro) che avrà il compito di valutare le potenzialità oltre che la fattibilità, per il trasferimento di servizi e funzioni, concertando le decisioni. Crediamo nella bontà di questo percorso, delicato e complesso, dettato dal processo di decentramento amministrativo che pone il Comune al centro dell’attenzione del cittadino, non ci convince assolutamente la procedura fin qui adottata perché priva di discussione e ancor peggio di un progetto organico che possa evitarne un fallimento, così come avvenuto in occasione di una precedente esperienza che riguardava la gestione in forma associata del servizio di Polizia Municipale, la cui inefficienza é stata denunciata dagli stessi Amministratori e l’annullamento un atto obbligato. Il cammino intrapreso deve avere l’obbiettivo dell’interesse precipuo delle rispettive comunità, nonché il conseguente abbandono di logiche campanilistiche. L’Unione dei Comuni è il mettere insieme realtà diverse per storia e caratteristiche, nell’intento di fare sistema pur mantenendo le proprie autonomie e specificità. Non vorremmo che tutto fosse stato finalizzato alla riscossione di specifici finanziamenti solamente per far cassa, rischiando concretamente di dar vita ad un organismo doppione degli esistenti che potrebbe finire per originare un aggravio di costi per i cittadini e il conseguente spreco di risorse.
an.montemarciano@libero.it
COMUNI: L'UNIONE FA LA FORZA
Montemarciano e Monte San Vito marciano verso servizi congiunti.
Procede a spron battuto il cammino che renderà effettivamente operativa l'unione di comuni con Monte San Vito. Infatti il consiglio comunale ha eletto quelli tra i suoi membri che entreranno nell'omologo organo dell'unione. Dal futuro degli attuali dipendenti comunalio - che diverranno sempre più dipendenti dell'unione - alla questione della manutenzione delle aree verdi e delle strade, dai servizi tributari allo smaltimento dei rifiuti. Per ciò che riguarda i consiglieri montemarcianesi che entreranno a far parte dell'ente, l'assemblea ha eletto quattro esponenti della maggioranza e due della minoranza: per primi - oltre al sindaco (Ds), che vi entra di diritto - Andrea Sbaffo (assessore al turismo, SDI), Luigi Como (assessore ai servizi sociali, Rifondazione) e Bernardo Becci (neo-presidente del consiglio comunale, Margherita); per i secondi, eletti invece Maurizio Grilli (Alleanza Nazionale) e Bruno Paladini (Forza Italia). Esprime soddisfazione il sindaco Gerardo Cingolani, che sottolinea l'importanza di "partire con il piede giusto", mentre nota come l'assenza di attriti nell'elezione dei consiglieri sia la dimostrazione di come tutti abbiano la volontà di dare vita ad una Unione realmente funzionante, che porterà ai cittadini benefici ed una maggiore efficienza nei servizi. Anche il tavolo di lavoro che si è costituito con Monte San Vito, che coinvolge sia la maggioranza che la minoranza, dimostra, secondo il Sindaco Cingolani, l'intento comune di valutare ogni problematica e di trovare soluzioni. IL sindaco di Montemarciano diverrà con ogni probabilità presidente dell'Unione, essendo il rappresentante del comune più grande. Concorda sull'assenza di schermaglie nelle elezioni Maurizio Grilli, che valuta positivamente anche il gruppo di lavoro intercomunale, affermando: "come minoranza, l'avevamo auspicato sin da principio, così come abbiamo voluto che nel consiglio dell'unione entrassero non solo uno ma due membri della minoranza. Del resto Montemarciano ha un'assemblea variegata e quindi un pluralismo che va rispettato". Pur giudicando positiva l'idea di unirsi a Monte San Vito, il consigliere di Alleanza Nazionale denuncia comunque "confusione nelle informazioni che giungono sia a noi che ai cittadini", mentre "una decisione così affrettata rischia di sottovalutare la complessità dell'argomento a favore dell'ottenimento di contributi statali". La vera voce fuori dal coro, però, in questo momento risulta essere quella di "Montemarciano di tutti", lista civica rappresentata in consiglio da Vito Macchia, Ma l'esclusione, sentita dalla lista come penalizzante e non rispettosa delle scelte degli elettori, andrebbe invece in direzione della creazione di organismi unitari più snelli possibile.
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Proposta di Centro: “Anche la polizia municipale nello statuto”
Unione Comuni, sì con riserve.
Servizi in sinergia tra monte San Vito e Montemarciano.
La neonata Unione dei Comuni Monte San Vito – Montemarciano raccoglie consensi trasversali. La proposta di Centro (Forza Italia, UDC, Nuovo Psi e Pri) lancia cauti segnali di apertura verso l’iniziativa promossa dalla maggioranza. I consiglieri Alessandro Pigliapoco, Elena Tomassoni e Mauro Sebastianelli apprezzano l’accento posto dal sindaco di Monte San Vito, Gloria Anna Sordoni, sulla ncecessità che l’Unione dei Comuni non si trasformi in uno dei tanti carrozzoni pubblici che dilata i tempi della burocrazia e peggiora la qualità dei servizi. Benvenga questo strumento amministrativo, lasciano intendere i centristi, se ciò può concorrere al miglioramento dei servizi ed alla riduzione dei costi di gestione. Scendendo nel dettaglio dei servizi da potenziare, Proposta di Centro segnala come prioritario l’adeguamento dell’organico della polizia municipale. In che modo ?. Attraverso l’inserimento di questa prestazione tra le competenze statutarie dell’Unione dei Comuni. Con l’obiettivo di garantire ai cittadini una maggiore sicurezza ed una più capillare presenza degli agenti sul territorio. Quello della polizia municipale è un argomento caro alla Lista, già oggetto di una mozione specifica: in base ad una legge regionale, infatti, la dotazione organica del servizio di polizia municipale dovrebbe prevedere di norma almeno un vigile urbano ogni 1.000 abitanti. A Monte San Vito, a fronte di una popolazione di oltre 6.000 abitanti, il corpo di polizia municipale è composto da soli tre agenti.
“Proposta di Centro – sottolineano all’unisono i consiglieri – ha dimostrato ancora una volta che le sue posizioni non sono preconcette e che la sua è un’opposizione seria e responsabile che opera nell’interesse della Comunità. Tuttavia vigilerà, come ha sempre fatto, sull’operato dell’Amministrazione ed ora anche su quello dell’unione dei Comuni, affinché le buone intenzioni che hanno animato questa iniziativa, vengono tramutate in fatti di cui tutta la cittadinanza, di entrambi i comuni, ne possa beneficiare”.
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Il voto su un assestamento di bilancio apre una crepa sull’asse Montemarciano-Monte San Vito. Consiglio infuocato, Unione dei Comuni in affanno
MONTEMARCIANO – Riunione dai toni caldi, giovedì scorso, per il consiglio dell’Unione dei comuni di Montemarciano e Monte San Vito. L’opposizione (rappresentata per An da Maurizio Grilli e Giorgio Sassi e per Fi da Bruno Paladini ed Alessandro Pigliapoco) ha abbandonato l’aula, mentre la maggioranza, a causa di alcune assenze, non poteva garantire il numero legale. Motivo del contendere, il voto su un assestamento di bilancio, che sarebbe stato richiesto, dicono i quattro consiglieri, “senza fornire il documento attestante il parere del revisore dei conti”. “Quest’atteggiamento – recita una nota congiunta – non fa che accrescere i dubbi sull’opportunità di far nascere questo Ente: a fine 2005 occorreva un escamotage per soccorrere il bilancio del Comune di Montemarciano, Monte San Vito si è prestato e oggi che le cose sembrano migliorate nessuno dei due Sindaci ha interesse a proseguire l’avventura. Dopo due anni la maggioranza dei cittadini di Montemarciano e Monte San Vito non idea di cosa sia l’Unione dei comuni e non ha notato vantaggi. Pochissimi servizi sono passati in capo all’Unione”. I due comuni hanno deliberato l’accoglimento dell'esercizio delle funzioni catastali, “ma ognuno per conto proprio”. Cioè “una decisione che potrebbe snellire le procedure a vantaggio dei cittadini che però non può, secondo la maggioranza, garantire maggiori vantaggi se passata all’Unione. Altro segnale evidente dell’inutilità di questo ente. Occorre chiarire che questa scatola vuota ha un costo”. Inoltre, “esisterebbe un tavolo di lavoro chiesto ed ottenuto dall’opposizione in cui si dovrebbero valutare progetti per verificare l’eventuale vantaggio con la fusione dei vari servizi, ma da circa un anno la maggioranza non lo convoca. E non esiste ancora un regolamento che disciplini il funzionamento del Consiglio dell’Unione”.
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