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IL Centro ippico si allarga a briglia sciolta. La forestale sequestra l’area del Girasole.
Un Centro ippico allargatosi troppo a briglia sciolta, sconfinando illecitamente a ridosso di un canale demaniale, in barba alla legge ed al PRG. Ne sono convinti gli uomini del Corpo forestale dello Stato, che venerdì 24 novembre 2006 hanno sequestrato l’area di 12.000 metri quadri occupata dal “Girasole”, a Montemarciano, a lato di via Ponte del trave. Negli ultimi anni il frequentatissimo maneggio – una blasonata scuola di equitazione, un rinomato centro di ippoterapia – si è dotato di 11 manufatti di servizio, tra prefabbricati in legno e tensostrutture con tralicci e coperture in pvc per un’ampiezza di 2.700 metri quadri, installandoli in una zona compresa tra la distanza di 150 metri dalla sponda del torrente Rubino, sottoposta a tutela paesaggistica dal decreto legislativo 42/2004, senza che fosse stata prima rilasciata relativa autorizzazione ed inoltre in assenza di concessione del premesso di costruire da parte del Comune. Violato anche il PRG, per una parte di nuove realizzazioni spuntate ancora più vicine al fosso, entro i 50 metri, in fascia soggetta a totale inedificabilità. Questa la ricostruzione accusatoria frutto del sopralluogo delle giubbe verdi, che hanno denunciato alla magistratura il giovane presidente dell’associazione che gestisce il Centro Ippico. Lui, M.A. di Senigallia, ci è rimasto male: “Vero che le autorizzazioni provvisorie per le opere erano scadute nel 2004, ma vari contatti con il Comune ci avevano fatto sperare in un rinnovo. E poi non era esclusa la possibilità di un futuro condono”. Insomma, un consapevole periodo di “vacatio” nel rispetto delle norme, in questi ultimi due anni ?. ”Lo ripeto, confidavamo che tutto si aggiustasse, si potesse regolarizzare. Del resto il Girasole riveste una grande importanza socio-sportiva, per l’ippoterapia, ma anche perché frequentato da tutte le squadre dell’ippica agonistica regionale. Non potevano fermarci”. Comunque sia l’attività del Centro va avanti: il sequestro giudiziario pone solo il divieto di iscrizione per nuovi soci.
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Sigilli della procura al circolo ippico “IL Girasole” di Montemarciano
Sequestrato un maneggio abusivo.
Due tensostrutture realizzate senza autorizzazione
Le vecchie autorizzazioni che consentivano di tenere una giostra per cavalli ed alcuni box in legno erano già scadute nel 2004. Ma intanto nel Circolo ippico “IL Girasole” di via ponte del Trave era stato realizzato un vero e proprio maneggio, con due grandi tensostrutture ed una serie di prefabbricati in legno dove ospitare un club house, i ricoveri per cavalli ed i box per lavare gli animali. Un circolo ippico del tutto abusivo, secondo il Corpo Forestale e la procura della Repubblica, che hanno messo sotto sequestro la struttura ricreativa in cui si radunano da anni gli appassionati di equitazione della zona. Al “Girasole”, secondo le ipotesi di reato contestate al titolare del circolo ippico, erano sprovvisti del permesso a costruire ed anche delle autorizzazioni paesaggistiche, necessarie perché le strutture del circolo sorgono entro una fascia di 150 metri dal fosso Rubiano. Come se non bastassero, una parte del maneggio messo sotto sequestro era stata realizzata a meno di 50 metri dal fossato, una zona ancora più vincolata, perché il PRG del Comune di Montemarciano prevede una fascia di rispetto con divieto totale di edificare. IL sequestro è scattato sabato 25 novembre 2006, ma non impedirà ai titolari del maneggio di continuare alcune attività socialmente utili, come l’ippoterapia, i corsi organizzati per favorire la riabilitazione di portatori di handicap o di persone infortunate. IL pm Paolo Gubinelli ha anche autorizzato i proprietari a circolare all’interno dell’area sequestrata per accudire ai cavalli che vi sono ricoverati. Una vicenda che sembra ricalcare l’inchiesta sul maneggio dell’agriturismo di Massignano, ad Ancona, sequestrato il 18 luglio del 2005 dalla procura e poi dissequestrato. Di recente è stata citata in giudizio la titolare perché aveva continuato a tenere cavalli anche dopo la scadenza del permesso ottenuto in via temporanea per una struttura adibita a maneggio.
Articolo tratto dal Corriere Adriatico del 26 novembre 2006 a cura di Lorenzo Sconocchini
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