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Conerobus si appresta a dare addio allo storico deposito degli autobus di Marina di Montemarciano, in vista di una riorganizzazione logistica che verrà ufficializzata nel giro di due mesi (entro fine novembre 2006) e che diventerà operativa non appena l’azienda avrà individuato ed allestito strutture alternative. Alla luce della riforma del trasporto pubblico locale, il vecchio deposito montemarcianese , che era diventato ormai un simbolo dell’azienda (sin dall’antenata Contran) per tutti coloro che transitano sulla statale 16,perderà la sua valenza strategica. La riforma prevede infatti la costituzione di un bacino unico di utenza in provincia di Ancona e mira ad eliminare sovrapposizioni, lungo la stessa tratta, tra i diversi soggetti che si occupano di trasporto pubblico. E siccome il deposito di Marina ricade lungo la tratta coperta dalla Bucci, i mezzi Conerobus che coprono l’area nord potrebbero trovare riparo presso il deposito della società senigalliese, rendendo superfluo mantenere due strutture. “L’ipotesi non è esclusa – spiega il Presidente di Conerobus Marcello Pesaresi – anche perché il deposito di Marina di Montemarciano, per continuare ad ospitare i nostri mezzi, avrebbe bisogno di una ristrutturazione radicale: lavori che porterebbero ad un preventivo che ammonta ad un miliardo delle vecchie lire. Ora comunque non c’è nulla di definitivo, stiamo studiando una nuova riorganizzazione logistica, certo è che sotto l’aspetto strategico ci sono zone che diventeranno più appetibili di Marina, come ad esempio Chiaravalle. Proprio ai confini tra Chiaravalle e Monte San Vito – spiega ancora il Presidente Pesaresi – Conerobus possiede da tempo un appezzamento di terreno, dove sarebbe possibile realizzare un nuovo deposito: questo sì, in posizione più funzionale in vista della riforma del trasporto pubblico locale, in base alla quale una direttrice privilegiata sarebbe proprio quella che collega Jesi ad Ancona, con Chiaravalle come snodo intermedio. E la vecchia rimessa di Montemarciano che fine farebbe ? “Verrebbe messa in vendita, i capannoni potrebbero ospitare un’attività industriale. Il prezzo ? L’unità di misura sarebbe il milione di euro”. Una rivoluzione logistica che porterebbe modifiche radicali anche nella vita quotidiana di tanti dipendenti, che ora prendono servizio proprio da Marina di Montemarciano, da dove potrebbe essere eliminato anche il capolinea da traslocare in un’altra fermata.
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